SAGA di droni e robot per i nostri campi

SAGA

Eserciti di droni e robot al lavoro nei campi. Non è la visione futurista del nuovo blockbuster di Hollywood, ma un approccio molto concreto sul quale sta lavorando SAGA, un progetto di ricerca che coinvolge L’ISTC (Institute of Cognitive Sciences and Technologies del CNR. L’Ente di ricerca entra nel progetto offrendo le sue competenze sulle applicazioni robotiche assieme ad Avular B.V., una società specializzata nell’utilizzo dei droni nel settore dell’agricoltura. Partner del progetto anche l’università olandese Wageningen University & Research (WUR) specializzata in sistemi tecnologici avanzati per le coltivazioni. Più in generale SAGA fa parte di Echord++, un progetto europeo che punta a portare le eccellenze della ricerca nella robotica “dai laboratori al mercato” in diversi settori produttivi; e l’agricoltura è uno di questi.
Il progetto punta alla realizzazione di uno stormo di droni programmati per monitorare i campi e rilevare la presenza di erbacce infestanti nei campi. Una volta rilevata la presenza di erbacce, i droni si raggruppano nell’area colpita per monitorarla palmo a palmo. Questo aspetto è molto importante anche perché permette di concentrare i propri interventi in determinate zone a seconda delle priorità d’intervento.
“L’applicazione della robotica di precisione all’agricoltura è un settore con un potenziale elevatissimo” spiega il dottor Vito Trianni, coordinatore del progetto SAGA e ricercatore all’ISTC-CNR, che prosegue “Con il calo dei costi per l’hardware nella robotica unita ad un aumento nelle capacità di lavori di precisione delle macchine, saremo presto in grado di automatizzare degli interventi anche al livello della singola pianta. Queste tecnologie funzionano solo se sono accompagnate dall’abilità di lavorare in gruppi e l’idea degli sciami di droni va proprio in questa direzione”.
Il vantaggio di queste soluzioni riguarda la scalabilità degli investimenti, perché gli sciami possono essere dimensionati a seconda delle specifiche esigenze. La crescente capacità di miniaturizzazione, permette inoltre l’intervento meccanico al posto dei disserbanti chimici e quindi si può capire come SAGA diventi un progetto particolarmente indicato anche per tutte le aziende di produzione biologica. Entro il 2017 dovremmo vedere all’opera i primi prototipi, per un’agricoltura sempre più proiettata nel futuro.