Il trend dei podcast: è crescita continua

podcast programmatic

Il trend dei podcast viene confermato in netta crescita da un comunicato rilasciato da IAB negli Stati Uniti. Ma poi vediamo anche cosa succede in Italia.

STATI UNITI
Il numero degli americani che hanno ascoltato almeno un podcast nel mese di febbraio 2020 ha raggiunto la quota dei 100 milioni. È la prima volta che si raggiunge questo traguardo. Inoltre, nel 2019, la percentuale di popolazione che ha ascoltato almeno un podcast è stata del 32%, nei primi due mesi del 2020 sono già al 37%. La proiezione sul volume di business parla di 1 miliardo di dollari che dovrebbe essere raggiunto nel 2021.

ITALIA
Ma in Italia come siamo messi sul fronte podcast? Ovviamente qui i numeri sono molto inferiori agli Stati Uniti, ma anche nel nostro paese il trend di ascolto dei podcast segna una crescita netta. Nell’arco del 2019, gli ascoltatori che hanno scaricato almeno un podcast sono stati 12,1 milioni con un aumento di 1,8 milioni rispetto all’anno precedente. Ma il dato forse più interessante è l’aumento degli ascoltatori abituali, ovvero gli utenti che hanno scaricato almeno un podcast alla settimana. Questi ascoltatori sono passati in un anno dal 10% al 23% del totale.

In Italia c’è ancora un enorme potenziale di crescita in questo settore: il 49% degli intervistati dichiara di non conoscere questo tipo di servizio. C’è inoltre un 14% del totale che vorrebbe ascoltarli, ma non sa come fare. Questo a dimostrazione di una grande percentuale di utenti in Italia che potrebbero diventare fruitori abitudinari di podcast.

PUBBLICITÀ SUI PODCAST
I ricavi sui podcast sono gestiti quasi interamente in programmatic, le sottoscrizioni non sono ancora decollate. Noi di Advox abbiamo un’offerta pronta che può coprire anche le piattaforme di podcast e può uscire anche sui piccoli budget. Scrivici a info@advox.it per sapere come pianificare su questo mezzo e per capire cosa si può fare sul fronte del digital audio.

Francesco Bono, Audible: Bisogna puntare sulla peculiarità del podcast, dargli identità di formato, differenziandolo da altri prodotti mezzi simili. Investiamo per dare ai podcast un’identità chiara

Jonathan Zenti, Spreaker: vengo dalla radio e ho capito che industrialmente il podcast è cosa molto diversa dalla radio. Dei podcast ho capito molto di più guardando altre industries dell’intrattenimento.

Pablo Trincia, autore: i podcast fanno riscoprire il potere del racconto e dell’immaginazione,  ruolo  che la radio ha da tempo abbandonato.

Rossana De Micheli, StorieLibere: le aziende si rivolgono ai podcast più che per raccontare i prodotti, per costruire un sistema valoriale.

Tutti i dati sui podcast in Italia arrivano dall’evento United States of Podcast tenuto a Milano il 21 novembre 2019. Sul sito di Primaonline, si può trovare anche la ricerca Nielsen presentata in quell’occasione.

Per maggiori informazioni sulla pianificazione di campagne sui podcast scrivi a info@advox.it.

Podcast ADV: ora si può guadagnare anche dagli show

Podcast ADV

Podcast ADV è un termine che finalmente inizia ad avere senso e che può anche dare senso ai tanti show distribuiti in Rete che finora non sono riusciti a generare alcun introito per i loro autori. Un esempio è la serie “The Memory Palace” di Nate DiMeo, un podcast attivo dal 2008 che a parte qualche donazione sporadica non ha mai avuto una seria strategia commerciale. Nello show DiMeo ripercorre momenti di storia americana accompagnandola con una ricercata selezione musicale. “Per diversi anni ho mandato avanti questo show che ha raggiunto anche i 75.000 ascoltatori. Avevo dei buoni riscontri d’ascolto, ma nessuna strategia di business che mi permettesse di guadagnare” osserva Nate DiMeo.

Alla fine però è arrivata PRX che attraverso il network Radiotopia ha finalmente ha permesso all’autore di rendere redditizia la sua attività con il podcast ADV. Radiotopia ha venduto degli spazi all’interno dello show per una media di $ 6.000 a spot. Il primo sponsor della trasmissione è stato Mailchimp, ma poi sono arrivati anche Squarespace e Slack. Ma oltre all’opportunità di monetizzazione, il network di Radiotopia ha dato visibilità a “The Memory Palace” che sfruttando una regolare programmazione è arrivata a 1 milione di download mensili, quadruplicando il totale di puntate scaricate nell’arco di pochi mesi.
“In uno show come Memory Palace l’ascoltatore entra in un vortice di narrazione che non vuole interrompere” spiega Kerri Hoffman coo di PRX “per questo facciamo molta attenzione a dove i nostri spot vengono trasmessi: le inserzioni non devono essere in contrasto con il resto dello show per non essere percepite come intrusive”.
Ma se le nuove soluzioni tecnologiche sono riuscite ad aprire anche il mondo dei podcast alla raccolta pubblicitaria, la misurazione della loro reale efficacia deve compiere ancora qualche passo in avanti. Radiotopia utilizza come metrica il numero di download mensili, approssimando che i due/terzi si convertono in reali ascolti. Non c’è però ancora una soluzione ufficiale che permetta di conteggiare esattamente il numero di inserzioni ascoltate.