Connected tv in USA ha ormai superato la pay-tv

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Connected Tv non è sicuramente un concetto nuovo; se ne parla da anni ma l’esplosione in termini d’investimenti non è ancora arrivata. Il Leichtman Research Group ha provato a portare un pò di chiarezza sull’argomento, con una nuova versione del report “HD and Connected TVs”.
LRG è una società specializzata in ricerche e analisi sui grandi media e sull’industria dell’intrattenimento in generale. La ricerca è stata condotta su un campione di 1.206 maggiorenni residenti negli Stati Uniti. Il questionario è stato posto via telefono tra febbraio e marzo 2016 e viene stimato un possibile margine d’errore del 2,8%.

Negli Stati Uniti il 65% delle case ha una tv che si può connettere a Internet; all’interno di questa categoria vengono comprese tutte le possibili forme di connessione e quindi le smart tv, le console di videogiochi, pay-tv setbox, connected box, keys, ecc…. Il 74% di questi utenti possiede almeno un secondo device per connettere la Tv alla Rete. Per quanto riguarda le pay-tv, la fanno da padrone ancora i set box proprietari dei canali a pagamento che arrivano al 77% di tutti gli utenti che hanno sottoscritto un abbonamento. D’altra parte chi ha in casa una connected tv non dimostra una propensione molto superiore agli altri per l’acquisto di un servizio in abbonamento: siamo infatti all’83% contro l’81%. Per quanto riguarda la qualità dell’apparecchio televisivo, il 79% degli intervistati ha dichiarato di avere una TV ad alta definizione, mentre il 25% di chi non ha ancora una tv 4K ha dimostrato interesse all’acquisto.
Negli Stati Uniti il numero delle connected tv ha quindi superato il numero di abbonamenti a servizi di pay-tv. Per quanto riguarda l’Italia, si sta scontando un certo ritardo dovuto ad una connettività ancora inferiore alla media di molti paesi tecnologicamente avanzati. Per la connected tv inizia comunque ad esserci una buona scelta di applicazioni dedicate. La pubblicità in questi ambienti si potrà gestire anche in programmatic, l’unica cosa è che va fatta crescere l’inventory quanto prima, soprattutto convincendo gli editori a includere nelle applicazioni gli sdk delle maggiori piattaforme. Ma su questo punto riprenderemo sicuramente l’argomento e contiamo anche di darvi presto delle interessanti novità.