Native Programmatic: tra passato e futuro del digital

Native Programmatic

Native Programmatic, Adexchanger ha cercato di fare il punto della situazione.
Se ne sta parlando tanto e per molti è la nuova terra promessa del digital, ma la questione rimane: “Che cos’è esattamente il native?”. Secondo la rivista specializzata statunitense Business Insider, il Native ha già superato la metà del totale degli investimenti display nel 2015. Siamo già quindi al sorpasso del Native rispetto agli altri strumenti di display advertising, ma entro il 2021 questa quota potrebbe salire fino al 74%. Grande merito di questo boom è dovuto ai maggiori editori proprietari dei contesti dove il Native viene sviluppato; e per contesto si va subito a pensare ai maggiori social come Facebook, Instagram, Twitter e Snapchat.

I vendor specializzati in Native, nel corso degli ultimi dodici mesi si sono mossi da dei servizi gestiti di terzi, alla creazione di piattaforme self-serve, siamo così entrati quindi nell’era del Native Programmatic. Secondo Rachel Eckerling, direttrice del programmatic di Spark, agenzia interna di Starcom Mediavest, “siamo ancora nella condizione di non aver formulato esattamente cosa sia il Native”. C’è anche un problema tecnico d’integrazione tra chi fornisce soluzioni Native e le piattaforme DSP. Il problema maggiore riguarda l’integrazione di diverse offerte che molto spesso arrivano da agenzie che non hanno un loro sistema di RTB.

Terminiamo però con una visione assolutamente ottimistica sull’evoluzione del mercato Native. Lo spunto ce lo offre la ricerca ‘Native Advertising in Europe to 2020’ di Yahoo e Enders Analysis:

  • Gli investimenti totali in native advertising in Europa cresceranno di 2,6 volte nei prossimi 5 anni, passando da €5.2 miliardi di euro nel 2015 a €13.2 miliardi di euro entro il 2020.
  • La spesa per il mobile native raggiungerà gli 8,8 miliardi di euro nel 2020, sei volte rispetto agli 1,5 miliardi del 2015.
  • Il native advertising sui social network toccherà quota €6.3 miliardi nel 2020, in questo caso triplichiamo i €2 miliardi del 2015.
  • I video in-stream rappresenteranno una voce di spesa pari a €5.1 miliardi di dollari nel 2020, più del doppio rispetto ai €2.4 miliardi del 2015.