iBeacon e la pubblicità diventa di prossimità

iBeacon

iBeacon e ti fai conoscere a chi ti passa vicino. La nuova grande novità per il mondo dell’advertising digitale si potrebbe riassumere così. Da tempo si parla infatti di nuove soluzioni per la pubblicità geolocalizzata, ma qui il passo è molto più avanzato e si arriva alla comunicazione immediata di prossimità. In pratica chi attiva un iBeacon presso la sua attività, potrà trasmettere informazioni ricevibili in un raggio di 30m. Arriva una notifica sullo smartphone (Android o iOS) e dall’app scaricabile gratuitamente si possono leggere tutti i contenuti che ho deciso di rendere disponibili.
Facile immaginare la moltitudine di possibili applicazioni che può avere una tecnologia del genere: volantino digitale per i negozi sulla strada, infopoint per gli uffici turistici, hotspot per informazioni di qualsiasi genere anche per iniziative temporanee, punto da trovare in una caccia al tesoro… Livebeacon è la soluzione che dovrebbe semplificare di molto l’utilizzo degli iBeacon oltre a renderlo immediato anche per i potenziali destinatari del messaggio. L’inserzionista potrà gestire i contenuti attraverso un editor specifico e i messaggi potranno contenere testo, immagini e video. Nel frattempo l’iniziativa è già partita su Kickstarter e ha già superato il budget base di 10.000 euro. Il beacon è di piccole dimensioni  (5,5 cm x 5,5cm) ed è resistente all’acqua e alla polvere. Il peso è di 35g. Il dispositivo esce già con una parte adesiva in modo da essere posto anche in soluzioni molto nascoste. La batteria di fabbrica ne garantisce il funzionamento ininterrotto per due anni. Ogni iBeacon esce con un ID che permette di identificarlo sul portale Cloud; la piattaforma permette inoltre di personalizzare il messaggio che arriva sulla notifica dello smartphone.

Tutto perfetto, quindi? L’unico limite è che per funzionare questo sistema ha bisogno di aver installata la sua applicazione. L’app è molto leggera (3,7Mb), ma ovviamente bisogna sempre dare un buon motivo agli utenti per scaricare una nuova applicazione. L’aspetto che può aiutare è che iBeacon è compatibile con Apple iBeacon e questo particolare potrebbe aiutare almeno la fascia d’utenti iOS. Poi una volta che lo smartphone ha l’app, può ricevere le notifiche dall’iBeacon anche senza connessione Internet visto che funziona in Bluetooth.
In ogni caso l’idea che ogni attività debba diventare editrice di se stessa si allarga sempre più, uscendo anche dai confini dei social e del Web. Stiamo veramente entrando nella pubblicità dell’internet-of-things? Aspettiamo ancora un paio di mesi, entro l’inizio del 2017 vi daremo le risposte dopo aver messo in funzione i primi iBeacon.

Echo porta l’intelligenza artificiale nelle nostre case

Amazon echo

Echo sarà l’innovazione che cancellerà dai nostri tavoli tastiera e mouse? Forse non adesso, ma di sicuro l’interazione con i nostri device sarà sempre più vocale. Amazon Echo è in sostanza uno speaker intelligente, che oltre ad offrire una buona qualità del suono, permette d’interfacciarsi sui vari dispositivi della casa con dei comandi vocali. Alla base di questo funzionamento c’è l’assistant Alexa che garantisce un ottimo livello di comprensione dei comandi grazie ad un microfono ad alta sensibilità e ad una tecnologia d’intelligenza artificiale che offre risultati decisamente superiori rispetto a simili device presenti sul mercato.
Negli Stati Uniti, Echo permette già di prenotare un taxi, di ordinare una pizza o di ascoltare musica attraverso radio in streaming e a servizi di musica on-demand. In questi giorni è stato annunciato l’arrivo del dispositivo anche negli store di Germania e Inghilterra, ma purtroppo non ci sono ancora aggiornamenti sull’uscita in Italia. La grande differenza rispetto ad altri assistant d’intelligenza artificiale, sta nel fatto che Echo non funziona con un unico software, ma bensì ha già attive almeno 300 applicazioni (che in Amazon chiamano “skills”) in grado di offrire altrettante funzionalità diverse. Un sistema quindi in grado d’interagire con provider esterni di tecnologie per la smart home. Per la nostra casa sempre più connessa, rappresenta quindi un passo decisivo verso una reale “internet-of-things”, tutti gli oggetti che ci circondano sono sempre più connessi. In altre parole quello che nell’industria dell’IT si intende per aggregatore o per “broker di servizi tecnologici”.
Siamo ancora lontani da un’effettiva diffusione dell’intelligenza artificiale con macchine capaci di prendere decisioni e di interagire come gli umani. Allo stesso tempo però l’interazione con pc e smart devices non avverrà più solo attraverso interfacce meccaniche (pc e tastiere) ma anche attraverso linguaggi naturali. Il veloce lancio di Google Home negli Stati Uniti sta a confermare questa tendenza, ma altre firme prestigiose promettono grandi evoluzioni in questa direzione.

Smart Home sempre più diffusa nelle case americane

Smart Home

Smart Home, sta diventando un vero trend di mercato o siamo ancora lontani da una sua reale diffusione di massa? Icontrol Networks, società americana specializzata in servizi di sicurezza da remoto, ha provato a tirare le somme con una ricerca datata 2005. Il 2015 State … Report” ha interessato 1.600 persone di cui 1.000 residenti negli U.S.A. e 600 in Canada.
La prima indicazione molto chiara che arriva dal rapporto è che i consumatori cercano soluzioni semplici per risolvere i problemi di ogni giorno. Quindi non interessano soluzioni particolarmente ingegnose, ma risposte a esigenze della vita quotidiana. E in questo senso va anche rivista la ripartizione degli accessori che vengono ricercati da chi si avvicina al mondo Smart Home:
– il 72% per regolare i termostati a distanza
– il 71% per chiudere le porte da remoto
– 68% cerca delle soluzioni per gestire vari elettrodomestici
– 65% sia per chi cerca come regolare automaticamente la luce esterna, sia per chi vuole installare camere per il monitoraggio a distanza.

In ogni caso in generale è la sicurezza in cima ai pensieri di chi vuole investire in questi sistemi; il 90% degli intervistati ammette di aver pensato prima di tutto a questo tema quando si è avvicinato alle potenzialità di una Smart Home. Un altro grande tema che sembra ricevere un forte impulso dalla Smart Home è l’efficienza energetica; il 70% di chi ha partecipato al sondaggio, pensa che una casa realizzata con questi criteri possa avere dei diretti benefici anche in questo senso. Un’altra rilevazione piuttosto significativa è l’attenzione che gli utenti over 55 rivolgono al risparmio, mentre il giovani tra i 25 e i 34 anni credono che i maggiori benefici di una Smart Home arriveranno in termini di work-life balance.
E invece riguardo le preoccupazioni nell’abitare in una Smart Home? Il 71% degli intervistati si è detto preoccupato rispetto a dei potenziali furti d’informazioni o a degli accessi non voluti. Il 57% invece si dice ancora non convinto nella stabilità di funzionamento di questi dispositivi.

Adweek: i digital trend del momento

Social Network

Prendiamo spunto da Adweek per trovare i digital trend che hanno maggiormente caratterizzato la settimana appena trascorsa:

  1. Sono molti i brand che hanno testato Periscope e Meerkat
    L’agenzia di marketing Brandlive ha intervistato 200 dirigenti di aziende della grande distribuzione e della vendita di beni di consumo, trovando che il 44% di loro ha provato almeno un livestreaming nel corso del 2015. Circa il 25% di tutti i brand coinvolti nella ricerca, si sono detti favorevolmente impressionati dai risultati ottenuti e il 39% di questi hanno affermato che includeranno regolarmente la strategia video all’interno dei loro piani marketing.
  2. Facebook è cresciuto di 1 milioni di inserzionisti nel corso dell’ultimo anno
    Il social network ha affermato di avere tre milioni di inserzionisti crescendo di un milione rispetto ad un anno prima.
  3. Il social advertising continua a correre
    Anche Instagram sta crescendo molto in termini di raccolta pubblicitaria: La piattaforma di contenuti social-visual è già arrivata a 200.000 inserzionisti a soli cinque mesi dal lancio del servizio di advertising.
  4. Crescita inarrestabile dell’Internet of Things
    Marc Jones, CEO di Aeris Communications (società specializzata nella fornitura di servizi per la comunicazione tra dispositivi) ha riportato al MWC di Barcellona che il loro network ha ormai raggiunto i 7 milioni di devices raddoppiandoli in un anno.
  5. Buzzfeed continua la sua corsa
    L’editore di social-news, ha riportato all’MWC di Barcellona che il network ha ormai raggiunto i 6 miliardi di visite. Non importa quindi tanto la qualità della notizia, ma come viene promossa dai social.
  6. Lunga vita all’e-book
    Sono ormai trascorsi oltre cinque anni dal debutto degli e-reader, ma strumenti come il Kindle di Amazon e il Nook di Barnes & Nobles non sono affatto obsoleti. eMarketer prevede un ulteriore aumento degli utilizzatori del 3,5% arrivando ad un totale di 86 milioni di lettori entro il 2016.
  7. Apple si apre ai social network
    Dopo essere rimasta alla finestra per diversi anni, Apple ha deciso di lanciarsi finalmente anche nei social: l’azienda di Cupertino ha così aperto un profilo su Twitter che nel giro di due ore ha raggiunto i 25.000 followers. Dopo sei ore erano già 65.000.
  8. Tutti cercano la lead generation
    Direct Marketing News ha condotto una ricerca su 239 dirigenti riguardo all’importanza della conversione rispetto all’attività pubblicitaria. Dallo studio è emerso che per ben il 61% di questi diventa fondamentale il riscontro in termini di lead generation.