Food Computer e il MIT apre al nuovo cibo

Il Food Computer è nato grazie a Fukushima. Può sembrare un paradosso, ma in effetti l’idea del food computer parte proprio da Caleb Harper, un ricercatore del MIT inviato nella città giapponese subito dopo la sciagura nucleare per trovare delle soluzioni ai problemi immediati nel post-catastrofe. Il primo dei problemi nella regione colpita era proprio l’approvvigionamento di cibo; non c’erano luoghi sicuri dove poter coltivare a causa delle contaminazioni nucleari.

Food Computer“Quando sono arrivato a Fukushima mi sono trovato davanti un paesaggio post-apocalittico. Allora mi sono detto: ma se non c’è più il clima adatto per coltivare, perché non crearne uno in maniera artificiale?”. L’idea di arrivare ad un datacenter per le coltivazioni ha preso corpo nella Open Agricolture Initiative del MIT della quale Harper è stato nominato Presidente. L’obiettivo è quello di aprire nuove strade alla produzione agricola e il Food Computer è una risposta che prende forma attraverso un hardware open-source e un software per il controllo delle coltivazioni. Le temperature e altre variabili climatiche vengono monitorate con degli aggiustamenti automatici nel caso di scostamenti dai valori corretti. Le piante non vengono piantate a terra ma crescono su sistemi idroponici, oppure lasciate direttamente nell’acqua con le radici esposte per favorirne una crescita più veloce.
Lo sviluppo della popolazione mondiale prevede per il 2050 oltre 9 miliardi di persone che porteranno ad una crescita del 70% nella richiesta di cibo. Considerando che attualmente circa il 30% della produzione mondiale va sprecata a causa di inefficienze distributive, è chiaro che il concetto della produzione centralizzata vada rivisto con molta attenzione. Le produzioni dovranno essere sempre più distribuite sul territorio ottimizzando allo stesso tempo gli spazi con controlli automatizzati sulle variabili climatiche. Tutti i “contadini digitali” che accetteranno questa nuova strada, potranno accedere ai dati raccolti dal network dei food computers e utilizzarli per ottimizzare le condizioni in cui stanno crescendo le loro piante.
Uno degli aspetti più interessanti del Food Computer è che una sua completa implementazione potrebbe portare qualsiasi tipo di coltivazione in qualsiasi parte del mondo. Ma oltre a questo vengono salvaguardate anche le proprietà nutrizionali; i cibi infatti non devono più fare viaggi lunghissimi e magari rimanere fermi nei depositi per settimane. Le verdure saranno prodotte sul posto e messe immediatamente sul mercato.
I dispositivi di Food Computer sono prodotti in tre versioni che vanno dal classico formato desktop fino ad uno grande come un magazzino. Il costo della versione più piccola si aggira sui $2.000.