Programmatic TV: come cambia il messaggio

programmatic TV

Opportunità e sfide per la programmatic TV e il video advertising

La pubblicità altamente targetizzabile è ormai un tema ricorrente di discussione tra gli addetti al settore. La possibilità di erogare creatività differenti durante lo stesso programma a seconda degli interessi di chi sta davanti allo schermo, è un’innovazione che può realmente stravolgere le dinamiche della pubblicità televisiva.
Il ragionamento è che continueranno ad esserci dei grandi eventi mediatici che non hanno bisogno di un’alta targetizzazione,  come il Super Bowl, le Olimpiadi, i Campionati del Mondo di calcio, anzi dove le sponsorizzazioni dell’evento continueranno a rendere molto. Ci sono però anche una miriade di canali, dove la Tv targetizzabile può fare la differenza.
Intanto i pubblicitari hanno ora la possibilità di applicare altri dati alle loro campagne e non limitarsi più a età, genere e localizzazione geografica. Ora c’è la possibilità di aggiungere il comportamento dello spettatore nei mesi passati e ricostruire così una sorta di “canali favoriti”. Allo stesso modo si cercherà di limitare sempre più lo spreco di inserzioni sul pubblico “sbagliato”, ma si potrà invece capire qual è il pubblico “giusto” e quindi regolare la delivery di conseguenza.

Con la programmatic Tv e la relativa crescita delle possibilità di targetizzazione, l’advertising televisivo cresce d’interesse per una gamma molto superiore di inserzionisti; con questo sistema diventa ad esempio sensato l’investimento su prodotti di nicchia facendo riferimento alle relative nicchie di telespettatori.

La possibilità di targetizzazione in TV, va vista però come un vantaggio anche per i grandi investitori che possono segmentare le loro varie offerte in base ai diversi gruppi di spettatori. Ad esempio una società di carte di credito, potrà variare i suoi annunci a seconda che stia raggiungendo dei viaggiatori, degli imprenditori e degli studenti. Chiaro il vantaggio anche per lo spettatore che così vedrà degli spot in linea con i suoi interessi.
La riflessione conclusiva di Rany Ng, direttore del product management per la TV advertising di Google, dalle colonne di adexchanger è questa: “Ora ci sono tutte le soluzioni tecniche per approcciare una nuova forma di TV advertising; siamo però tutti sicuri che ci sia anche la volontà di intraprendere questa strada da parte di tutti gli inserzionisti?”.

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