L’Agricoltura del futuro è già un nuovo business

agricoltura del futuro

Chiamiamola agricoltura del futuro, tecnologia agricola, idroponica, indoor agriculture oppure semplicemente agtech; una cosa è certa, nei prossimi anni assisteremo ad una rapida adozione delle tecnologie digitali più avanzate anche nell’agricoltura.
L’inarrestabile crescita della popolazione mondiale richiede nuove risorse alimentari e questa nuova esigenza incoraggia una fortissima crescita nel campo delle coltivazioni in interni e delle tecniche idroponiche. Già attualmente si può stimare che tra il 15% e il 20% della produzione mondiale di cibo viene prodotto all’interno di ambienti urbani e non più nelle fattorie in campagna. La digitalizzazione può sgravare i “contadini digitali” dalle operazioni più ripetitive e farli concentrare solo sugli interventi dove viene richiesta una forte conoscenza delle tecniche di coltivazione. E intanto l’agricoltura urbana negli Stati Uniti è già arrivata ad un volume d’affari di 5 miliardi di dollari, con crescite a doppia cifra previste anche per i prossimi anni.

Il CEO Ally Monk dell’agtech company Motorleaf ha spiegato ad un’intervista a readwrite come sta evolvendo questo settore. Monk spiega come tutto sia partito dall’esigenza dell’altro co-founder e CTO Ramen Dutta di curare le sue piante durante le vacanze: “Ramen partì per le vacanze ed era preoccupato di cosa potesse accadere alle sue piante durante la sua assenza. Ha cercato qualcosa che funzionasse sul principio delle centraline per la smart home, ma in commercio non trovò nulla d’interessante per il suo orto. Iniziò quindi la progettazione di un hub che monitorasse lo stato delle coltivazioni e più in particolare la temperatura, l’irrigazione, lo stato del fertilizzante nel terreno. Non poteva mancare ovviamente anche un sistema di monitoraggio via webcam. Ben presto realizzò che altri “coltivatori di spazi d’interno” potevano essere interessati ad un sistema come questo”.

Ma cosa significa agricoltura del futuro per Motorleaf: l’idea si traduce in un sistema che può automatizzare e monitorare una coltivazione interna dalle dimensioni fino a 2 ettari. Il sistema plug-and-play consiste di quattro moduli:
The Heart che raccoglie i dati sulla temperatura, umidità e livello di luminosità dell’ambiente.
The Power Leaf si connette in modalità wireless a The Heart e comanda anche gli altri moduli in base a delle impostazioni per ciascuna coltivazione.
The Droplet ogni 4 secondi, questo modulo invia a The Heart i dati relativi a PH, nutrienti, temperatura e livello dell’acqua.
The Driplet permette ai coltivatori di automatizzare l’erogazione di PH e nutrienti in base alle altre condizioni ambientali.
Al sistema ci si può interfacciare attraverso un free software, ma l’aspetto davvero rilevante è che i dati raccolti vanno a popolare un database per predire le esigenze e gli interventi necessari sulle varie coltivazioni. L’automazione permette di rilevare in tempo reale qualsiasi tipo di problema e di programmare il tipo d’intervento richiesto. La versione base dell’impianto è già in vendita negli Stati Uniti ad un prezzo di $ 1.500. Tutto sommato abbordabile se si vogliono sfruttare le enormi potenzialità che vengono raccolte sotto la definizione generica di agricoltura del futuro.

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